Martial Theatre

Non solo gioco di ruolo: il teatro fisico e le relazioni saranno le chiavi per muoversi in ambienti fantastici e pericolosi, dove a prendere forma saranno paure, limiti, sfide.

Impersonati da compagni di squadra e con loro affrontati: un viaggio di ricerca dove non sarà chi vince, ma sarà chi correrà il massimo rischio possibile ad avere la parte più grande del bottino.

- Nessun copione

Nessun obbligo ad andare in scena, nessuna parte da imparare. Il narratore, colui che conduce il gioco, ha solo un canovaccio nel quale far muovere i partecipanti, per metterli alla prova a seconda della loro età e del loro grado nel Martial Theatre. Sì, ci sono i gradi, e dipendono molto da quanto ci si riesce a proiettare  in una dimensione di necessità: nessun momento è ripetibile, nessun errore resterà impunito.

- Nessun personaggio

Ossia i partecipanti interpreteranno loro stessi per la maggioranza del tempo, cercando di districarsi nelle situazioni narrate: avranno interi mondi dove vedersi agire e poteri straordinari, da loro stessi scaturiti, per far fronte a tutti i pericoli posti nel percorso teatrale. Perché ognuno di noi può essere qualsiasi cosa, anche senza dover sempre impersonare qualcun altro.

- Nessun pubblico

Perché l'obiettivo è sviluppare un percorso che parli sempre più spesso di collaborazione, gestione dello stress, confronto e sfida, curando sempre l’azione più della messa in scena. Nulla esiste, tranne l’essere la sola giustificazione di sé stessi e delle sfide che si crea per se stessi e gli altri.

Il gruppo è pubblico di se stesso: far teatro con l’atteggiamento del combattente in campo è darsi come assoluta la priorità di sopravvivere alla scena, ponendosi alto il rischio di non riuscirvi. Maggior rischio, maggior guadagno.

E. Morandi 347 6375458

I. Biscaglia Giancola 340 2561376

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